Comunicato Stampa n. 64 - Ravenna: al 30 giugno 2026, aumentano le imprese giovanili (+2,7%) in controtendenza con il dato nazionale (-1,3%)
In crescita le Attività finanziarie e assicurative, i Servizi alle imprese ed alle persone, Industria e Costruzioni.
A Ravenna, rispetto ad un anno fa, aumentano le imprese giovanili (+2,7%) guidate da under 35, in controtendenza con il dato nazionale (-1,3%) e con una velocità superiore alla crescita media in Emilia-Romagna (+1,3%). Al 30 giugno 2026 di quest’anno, si contano 2.355 imprese giovanili, che costituiscono il 6,6% del totale delle imprese ravennati (il 7% in Emilia-Romagna e il 7,6% in Italia). Nel confronto con il 30 giugno 2025, si rileva un incremento delle imprese giovanili registrate pari a +2,7%, più veloce della variazione regionale (+1,3%) ed in controtendenza rispetto al trend nazionale negativo (-1,3%). In crescita le Attività finanziarie e assicurative, i Servizi alle imprese ed alle persone, Industria e Costruzioni. Queste le elaborazioni dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base dei dati Infocamere-Movimprese.
"Investire sui giovani – ha sottolineato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – significa investire sullo sviluppo del sistema produttivo. È con questa convinzione che portiamo avanti le numerose iniziative dedicate ai ragazzi e alle ragazze di tutte le età, per far conoscere loro, da vicino, le nostre imprese, le competenze richieste dal mercato del lavoro e le opportunità professionali e di realizzazione personale che il territorio è capace di offrire. E parte da qui, nel riconoscere i giovani come risorsa essenziale per lo sviluppo sociale ed economico, il nostro piano straordinario per l’accesso al lavoro e la promozione del fare impresa. Un milione e mezzo di euro le risorse che abbiamo reso disponibili ed utilizzate tra il 2024 e il 2026 (altrettante ne saranno stanziate nel prossimo triennio) per favorire assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35, la nascita e lo sviluppo di nuove imprese, l’attrazione di talenti e di capitali, il sostegno alla genitorialità, la conciliazione vita-lavoro”.
Per quanto riguarda la natura giuridica, la maggior parte delle imprese giovanili ravennati sono imprese individuali (79,9%); seguono le società di capitale (13,4%) e le società di persone (6%). In termini tendenziali, crescono in maniera robusta le imprese individuali (+4,2%), mentre calano sia le società di capitale (-3,1%) che le società di persone (-2,8%). Aumentano anche le cooperative giovanili (+12,5%) ma la loro incidenza sulla totalità delle imprese è trascurabile (0,4%). I principali settori economici in cui operano le imprese giovanili ravennati sono il Commercio (18,4% sul totale delle imprese giovanili), le Costruzioni (18,1%), i Servizi alle imprese (18,1%), le Attività amministrative e Servizi di supporto (7,6%), le Attività professionali, scientifiche e tecniche (5,1%), i Servizi alle persone (11,4%), Alloggio e ristorazione (9,4%) e l’Agricoltura (8,7%). A seguire, l’Industria (5,1%), il Credito ed assicurazioni (4,8%) e il Trasporto (1,7%).
“L'invecchiamento della forza lavoro non è solo un'emergenza demografica, ma un freno alla competitività, alla produttività e alla transizione digitale e sostenibile delle imprese. Le aziende capaci di attrarre e trattenere talenti under 35 – ha concluso il presidente della Camera di commercio - segnano un +7,2% di produttività e, come ci ricorda l’Istat, le imprese con più giovani corrono più delle altre, registrando una crescita del fatturato e dell’occupazione superiore di 1,5 punti percentuali”.
L’indagine della Camera di commercio
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Il 70% dei giovani ravennati considera l’istruzione un valore molto importante (secondo solo alla famiglia) e, per il 30%, rappresenta addirittura il valore da mettere al primo o al secondo posto nel ranking. La connessione tra studio e futuro professionale è tangibile: il 60% sceglie il proprio percorso di studi in base all’interesse personale, ma il 40% si lascia guidare dalle prospettive di carriera, e il 38% dal desiderio di ottenere un impiego ben remunerato.
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Instabilità percepita e bisogno di certezze. A fronte di un contesto attuale molto complesso e con pochi punti di riferimento chiari, i giovani reagiscono cercando una stabilità nel mondo del lavoro. Infatti, il 33% dei ragazzi si immagina per il proprio futuro un lavoro da dipendente. Non manca però una volontà di essere protagonista, tanto che ben il 54% si immagina imprenditore o libero professionista.
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Flessibilità ma grande vitalità. I giovani ravennati si muovono tra richieste di flessibilità e bisogno di punti fermi. Alla conciliazione tra vita privata e lavoro sono legati elementi come l’orario flessibile, la disponibilità di tempo libero e la possibilità di lavorare in smart working. Quest’ultimo è apprezzato per i suoi vantaggi gestionali e per il miglioramento della qualità della vita, pur non esente da criticità relazionali e organizzative. Colpisce anche un certo grado di indecisione progettuale: il 23% non sa in quale settore vorrebbe lavorare. Questa incertezza, tuttavia, non si traduce in passività: il 76% dei giovani ha già avuto almeno un’esperienza lavorativa, anche saltuaria, evidenziando una disponibilità concreta a mettersi in gioco.